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Introduzione agli Hobbit

 

J.R.R. TolkienGli hobbit sono una razza di piccoli mezz'uomini di cui abbiamo il sentore, per la prima volta, nelle avventure scritte da J.R.R. Tolkien. Egli ce ne fa un'accurata descrizione, inserendola accuratamente nel contesto storico del racconto, nel Prologo de "Il Signore degli Anelli" e, prima che io li descriva, oserei copiare qui sotto, pari passo, ciò che Tolkien scrive nel proprio capolavoro, tranne per alcuni pezzi in cui parla delle famiglie hobbit oppure degli avvenimenti che riguardano l'ambientazione della Terra di Mezzo. Lo scrittore ha sempre amato queste creature di propria invenzione, tant'è che hanno un ruolo fondamentale e principale all'interno del libro. Sono infatti loro a distruggere l'Anello del Potere in una missione che nessuno tra le portentose razze di cui abbiamo spesso sentito narrare storie fantastiche (Umani, Elfi, Nani, Vampiri, ecc.) avrebbe saputo affrontare. In un libro in cui appaiono mostri di tutti i tipi e Eroi di altissimi ranghi, sono quattro Hobbit a distruggere il male e a salvare la Terra di Mezzo:

"A proposito degli Hobbit" (pp.25-32 - Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello - Bompiani Editore - Edizione Italiana a cura di Quirino Principe)

Bilbo Baggins: artefice delle avventure degli Hobbit...   "Questo libro riguarda principalmente gli Hobbit, e dalle sue pagine il lettore imparerà molto sul loro carattere e un po' della loro storia; ulteriori  informazioni potranno trovarsi nel Libro Rosso dei Confini Occidentali, già pubblicato col titolo di Lo Hobbit. Questa storia è tratta dai più antichi capitoli del Libro Rosso, scritti da Bilbo in persona, il primo Hobbit divenuto famoso nel resto del mondo, e da lui intitolati Andata e Ritorno poiché narravano il suo viaggio verso l'Est e il ritorno a casa. Fu questa un'avventura che avrebbe più tardi coinvolto tutti gli Hobbit nei grandi avvenimenti di un'Era di cui parleremo.

   Molti, comunque, desidererebbero saperne di più su questo popolo primordiale, e per questi lettori ho annotato qui i punti essenziali della tradizione hobbit e riassunto le sue prime vicende.

 

   Il popolo hobbit è discreto e modesto, ma di antica origine, meno numeroso oggi che nel passato; amante della pace, della calma e della terra ben coltivata, il suo asilo preferito era una campagna scrupolosamente ordinata e curata. Ora come allora, essi non capiscono e non amano macchinari più complessi del soffietto del fabbro, del mulino ad acqua o del telaio a mano, quantunque abilissimi nel maneggiare attrezzi di ogni tipo. Anche in passato erano estremamente timidi; ora, poi, evitano addirittura con costernazione <<la Gente Alta>>, come ci chiamano, ed è diventato difficilissimo trovarli. Hanno una vista ed un udito particolarmente acuti, e benché tendano ad essere grassocci e piuttosto pigri, sono agili e svelti nei movimenti. Sin dal principio possedevano l'arte di sparire veloci e silenziosi al sopraggiungere di genti che non desideravano incontrare, ma ora quest'arte l'hanno talmente perfezionata, che agli Uomini può sembrare quasi magica. Gli Hobbit, invece, non hanno mai effettivamente studiato alcun tipo di magia; e quella loro rara dote è unicamente dovuta ad una abilità professionale che l'eredità, la pratica, e un'amicizia molto intima con la loro terra hanno reso inimitabile da parte di razze più grandi e goffe.

Una scena del Signore degli Anelli: L'Hobbit Frodo discute con il vecchio Maggot...   Essi sono infatti minuscoli; anche i più alti fra loro sono più piccoli dei Nani, sebbene meno tozzi e robusti. La loro statura è variabile, ed oscilla da un braccio ed un braccio e mezzo; ma oramai è raro che qualcuno arrivi a quella misura, giacché pare che col tempo si siano rimpiccioliti e che in passato fossero più alti. Secondo quanto riferisce il Libro Rosso, Brandobras Tuc (Ruggibrante), figlio di Isengrim Secondo, misurava due braccia ed era capace di montare a cavallo. [...]

   Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe, essendo i loro piedi ricoperti di un pelo riccio, folto e castano come i loro capelli, e le piante dure e callose come suole. perciò l'unica forma di artigianato che praticassero poco era la fabbricazione di calzature, benché avessero lunghe dita abilissime, capaci di creare tanti altri oggetti utili ed artistici. Più che belli, i loro visi erano generalmente gioviali, illuminati da occhi vivacissimi e guance colorite, con una bocca fatta per ridere, bere e mangiare. Ed era proprio ciò che facevano: mangiavano, bevevano e ridevano con tutto il cuore, amavano fare a tutte le ore scherzi infantili, e pranzavano sei volte al giorno, quando ne avevano la possibilità. Erano ospitali: feste e regali, che offrivano con grande generosità ed accettavano con entusiasmo, costituivano il loro massimo divertimento.

Un'altra scena: la lotta contro lo Spettro del Tumulo   La parentela che ci unisce agli Hobbit, malgrado la loro recente ostilità, è più che evidente e molto più stretta che non quella che ci unisce agli Elfi o persino ai Nani. In tempi lontani parlavano le lingue degli Uomini, a modo loro, ed avevano le stesse preferenze e le stesse antipatie. Quale sia però la nostra esatta parentela, ormai nessuno lo può più dire: gli albori della civiltà hobbit sono persi nei Tempi Remoti caduti nell'oblio; solamente gli Elfi conservano ancora ricordi di quel tempo che fu, ma sono solo ricordi della loro propria storia, ove gli uomini hanno poco posto e gli Hobbit niente del tutto. Eppure è un fatto che gli Hobbit siano vissuti tranquilli e pacifici nella Terra di Mezzo per anni ed anni prima che gli altri popoli si accorgessero della loro presenza; e, dato che il mondo è pieno zeppo di strane creature, questi piccoli esseri sembravano ben poco importanti. Fu ai tempi di Bilbo e del suo erede Frodo che essi acquistarono improvvisamente, senza desiderarlo per nulla, importanza e fama, importunando non poco i consigli dei Saggi e dei Grandi. [...]"

 

Gli Hobbit

Lo Hobbit - Locandina del cartone animato basato sulla storia del libro di Tolkien.

Ora passiamo a definire dettagliatamente questa razza, basandoci sempre soprattutto su tutti gli scritti di Tolkien:

NOME: Hobbit (Si possono trovare anche con il nome di Halfing, Haddle o Mezziuomini);

TIPOLOGIA: Semi Umani;

AMBIENTAZIONE: Medioevale - Fantasy;

Una casa Hobbit scavata in una collinetta.HABITAT: Gli Hobbit sono degli amanti della campagna e dell'aria aperta. Tuttavia, come tutte le razze intelligenti, amano avere un tetto che ricopra le proprie teste, un letto caldo dove riposare e tanti vari suppellettili che lo aiutino in una vita quotidiana e stabile. Prevalentemente gli Hobbit preferiscono scavare gallerie e tunnel all'interno di colline ed altipiani e, successivamente, creare le pareti e riempire la propria casa di vari accessori. Amano avere larghi giardini ed orticelli vicini, dove passeggiare in tranquillità; le porte delle proprie case sono rotonde e di legno e, nella maggior parte dei casi, rimangono sempre aperte, anche quando il padrone non è in casa, poichè, rubare, non è nella indole di questa razza. Tuttavia ci sono varie eccezioni: alcune case degli Hobbit, infatti, hanno la morfologia tipica di una casa umana (pareti e tetti non costruite nel terreno, ma innalzate su di esso): ciò che le distingue è naturalmente la bassezza del tetto e l'assenza di secondi piani (le case Hobbit sono tutte a unico piano). L'assenza di piani superiori  è spesso colmata dalla presenza di lunghe e profonde gallerie che gliInterno di una casa Hobbit Hobbit scavano con cura ed adoperano come magazzini e depositi di suppellettili e di attrezzi vecchi o rotti (un Hobbit non getta mai nulla). Gli Hobbit sono una razza serena, tranquilla e, soprattutto, socievole: amano vivere in gruppi foltissimi costruendo tantissime città, quasi sempre circondate da una campagna vastissima dove, come già detto, amano passeggiare nelle giornate di sole. Le città Hobbit sono capeggiate da un sindaco (da loro chiamato capovillaggio) che è di solito il fondatore  della città oppure un anziano saggio eletto in maniera del tutto democratica. Le terre che abitano sono spesso pianure e terre dal clima caldo e mite, lontani dalle grandi foreste, laghi e montagne.

 

Un Hobbit che fuma la sua amata erba-pipaDESCRIZIONE FISICA: Come ci dice lo stesso Tolkien, gli Hobbit sono alti da un braccio ed un braccio e mezzo. Quindi la loro altezza può oscillare dagli 80 cm ai 120 cm. Dato che amano molto mangiare e bere (come abbiamo potuto leggere dal Signore degli Anelli, pranzano addirittura sei volte nell'arco della giornata) si mantengono grassocci, ma non troppo, poichè compiono lunghe passeggiate e lavorano tantissimo. Nonostante questo lieve sovrappeso e la loro piccola altezza, sono molto agili nei movimenti e nello sbrigare le proprie faccende. La maggior parte degli hobbit ha una peluria castana o mora (in rari casi rossa) presente su gambe, piedi, braccia e capo (non hanno né baffi né barba) e, quest'ultima, è sempre riccia. Non utilizzano calzature poiché le piante dei piedi sono dure e callose come cuoio, insensibili ad ogni dolore, e inoltre il piede viene protetto anche dalla soffice peluria che parte lunga dalla zona superiore del piede. Gli Hobbit sono più longevi rispetto agli Uomini: è usuale infatti trovare Hobbit che abbiano sorpassato i cent'anni (Tolkien ci dice che il Vecchio Tuc, il più anziano tra loro, aveva raggiunto l'età di 130 anni). L'adolescenza degli Hobbit, a differenza degli Umani, dura maggiormente: infatti si considera adulto un Hobbit quando raggiunge l'età di 33 anni (il periodo compreso tra i 0 e i 33 anni è definito periodo degli enti, tempo in cui un giovane Hobbit vive la spensieratezza dell'adolescenza). Gli Hobbit, inoltre, mantengono un aspetto esteriore infantile (tradito solo dalla presenza della peluria) circa fino ai 40 anni di età. le orecchie di un Hobbit sono molto larghe ed di una strana forma simile ad una foglia: il loro udito e la loro vista sono particolarmente acuti (non tanto quanto gli Elfi). La forza di un Hobbit è in proporzione alla propria altezza e, naturalmente, nettamente inferiore a quella Umana: essi non sono adatti né per combattimenti corpo a corpo (anche se vedremo vari combattimenti nel Signore degli Anelli da parte di Hobbit come Meriadoc Brandibuck, soprannominato Merry, e Peregrino Tuc, o Pipino), né si interessano allo studio della magia e dell'arcano.

 

Frodo Baggins, protagonista del Signore degli AnelliDESCRIZIONE PSICOLOGICA: Quello degli Hobbit, è un popolo dal carattere molto mutevole a seconda dei casi. Infatti in tempi di pace e tranquillità, si mostrano un popolo socievole ed aperto perfino alle altre razze, mentre in tempi bui e di guerra, si chiudono a riccio nel proprio mondo e sono del tutto diffidenti su appartenenti delle altre razze e, perfino, sugli appartenenti della propria. Infatti gli Hobbit sono molto superstiziosi e non amano impicciarsi negli affari altrui: se vi trovaste a parlare con un Hobbit potreste vedere come coloro che compiono atti strani e fuori dall'ordinario vengano scambiati per pazzi e che utilizzati come capri espiatori per ogni calamità che accade nel luogo in cui vivono. Sostanzialmente però gli Hobbit sono tranquilli e amano il divertimento e la compagnia: spesso si rintanano nelle taverne con i propri amici o la propria famiglia per bere, cantare, ballare e narrare storie di famiglia che, anche se raccontate migliaia e migliaia di volte, vengono richieste da un pubblico vasto che domanda sempre ciò che già sa. Amano il divertimento e le feste di compleanno, dove chi compie gli anni ha il dovere di fare dei regali a tutti i propri conoscenti. Una delle loro passioni, oltre al mangiare ed al bere, è la buona erba-pipa, che fumano volentieri dopo pasti e in compagnia degli amici. Casa Hobbit.Odiano coloro che infrangono le regole del buon senso, ma sono soliti dimenticare i peccati meno gravi ed a scherzarci sopra. Nonostante ciò è un popolo molto orgoglioso che difficilmente dimentica le offese arrecategli. Amano la terra e la sua coltivazione (prevalentemente costituita da ortaggi, spezie e tabacco) e, come i nani, amano rimanere sui propri piedi (sono pochi gli Hobbit che cavalcano Pony, che nuotano o utilizzano imbarcazioni). Quello degli Hobbit è un popolo rurale fatto di gente dai sani principi che ripudiano guerra ed ogni sentimento di odio, e non è difficile capire perchè Tolkien se ne sia innamorato...

 

LINGUE PARLATE: Hobbit e Comune. Alcuni in città più aperte agli stranieri oppure alcuni studiosi comprendono Elfico e Nanico.

CAPACITA': Nonostante gli Hobbit siano molto piccoli e abbastanza grassi, hanno la capacità di muoversi senza fare alcun rumore. Questa loro dote, unita alle piccole dimensioni, fanno si che solo un occhio acutissimo possa scorgere un Hobbit che cammina in mezzo ad una foresta o in qualsiasi altro luogo riparato. Le loro mani, munite di lunghe e sottili dita, sono capaci di adoperare qualsiasi oggetto e creare manufatti di ogni genere. Capiscono la natura che li circonda ma non hanno l'abilità, come gli Elfi, di ascoltare le parole delle rocce o degli alberi.

PUNTI FORTI: La loro capacità di mimetizzazione e sincronizzazione con l'ambiente esterno.

PUNTI DEBOLI: La loro scarsa forza fisica e, in alcuni casi, la loro altezza (anche se può essere un pregio in altri casi).

ALLINEAMENTI CONSIGLIATI: Tutti i Legali e Neutrali (è quasi impossibile trovare un Hobbit malvagio)

CLASSI CONSIGLIATE: Ladro - Bardo - Ranger (solo sotto alcuni aspetti)

 

 

Marchio Thomas Barlog      

Thomas Barlog

 

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